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Giovani delle ACLI


"Le generazioni nuove sono, appunto, come gli uccelli migratori: come le rondini: sentono il tempo, sentono la stagione: quando viene la primavera essi si muovono ordinatamente, sospinti da un invincibile istinto vitale – che indica loro la rotta e i porti!- verso la terra ove la primavera è in fiore!" Giorgio La Pira, 1964

La fabbrica dei poveri

di Matteo Bracciali – Coordinatore Nazionale dei Giovani delle ACLI

Sono un millenials. E’ la prima volta che lo dico, ma lo sono davvero. A volte provo ad uscire da me stesso, ma proprio non riesco: uno sguardo di sfuggita al cellulare almeno una volta al minuto, il profilo social sempre aggiornato e l’attesa per la nuova serie del Trono di Spade. Mi travesto: vestito blu, leggo tanti libri ogni anno, mi piace la politica. Purtroppo non ne esco: anche io appartengo alla generazione Y.  

15-35enni che hanno subito ogni genere di violenza normativa e hanno pagato per intero la disuguaglianza generazionale che il Paese ha prodotto negli ultimi 20 anni: Bankitalia ci dice che dal 1995 il reddito medio degli over 65 è aumentato del 19%, quello degli under 35 è sceso del 15%. 

Aldilà dei livelli occupazionali sui quali adesso sembra ci sia una variazione positiva, basta questo dato per riassumere la sconfitta di una generazione e non solo economica. Soprattutto politica.  

Trascinati dallo status quo e dalla indignazione social ci siamo dimenticati che la politica fa sempre la differenza: mentre noi abbiamo impegnato gli anni migliori della nostra vita a studiare e costruire profilo personale adeguato al mercato globale e non ci siamo curati di garantire che gli spazi del nostro futuro siano più agevoli e non angusti come quelli in cui ci infileremo. 

Troppo semplice dire che è colpa di chi governa come è troppo semplice per chi ha il potere dare la colpa ai cicli economici o a chi c’era prima: ognuno deve fare la sua parte. A chi governa non c’è molto da dire se non di farsi carico della responsabilità del governo e non solo della rappresentanza: la responsabilità è fare scelte che, per andare incontro al bene comune, non cavalcano le tigri corporative.  

È indispensabile in questa fase storica la decontribuzione per chi assume giovani con contratti seri, è indispensabile un grande investimento formativo professionale fattuale, orientativo e generazionale aldilà delle riforme universitarie utili solo ad abbassare la qualità per alzare il numero dei laureati. E’ necessario tagliare il costo del lavoro e recuperare risorse dai patrimoni perché in questo paese c’è un problema di redistribuzione della ricchezza talmente grande che diventa gioco facile per gli speculatori di professione mettere contro giovani e pensionati, come se questi ultimi fossero i nobili di Versailles. Al netto delle evidenti storture del passato come le baby pensioni e le pensioni d’oro, il punto non è lo scontro generazionale: la grande questione di fondo è quello di riavere una voce forte nel dibattito politico che, come è sempre stato nella storia, nessuno ti concede ma serve fatica, impegno e mobilitazione per ottenerla. 

Visto che la politica, nella nostra generazione, non va di moda continuo a camuffarmi. Ma la fabbrica dei poveri è in piena produzione.

Noi proviamo a fare la nostra parte. A Napoli dal 15 al 17 settembre i Giovani delle ACLI celebreranno il 25° congresso del movimento giovanile che riunirà tutte le esperienze territoriali e gli interventi del Sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali On. Luigi Bobba e del Presidnete Nazionale delle ACLI Roberto Rossini.

Grazie Giovanni!!

 

di Matteo Bracciali – Coordinatore Nazionale Giovani delle ACLI

Ricordare un uomo straordinario è semplice e allo stesso tempo molto difficile. Riprendere le sue parole nelle occasioni ufficiali e i suoi consigli e il suo affetto nei momenti privati lascia, a chi non l’ha conosciuto, una memoria parziale di cosa ha rappresentato Giovanni nella nostra associazione e nel nostro Paese.

Per i ragazzi che verranno sarà una fonte di studio inesauribile, sorprendente e profetica. Per quelli come me che hanno avuto la possibilità di conoscerlo, un esempio.

Le parole che mi hanno colpito di più, in questi giorni del ricordo, sono state di Lorenzo Gaiani, un aclista che lo ha ringraziato così.

 

“.. grazie in primo luogo, come ci ricorderesti tu, al Signore, che ci ha fatto il dono della tua presenza e della tua amicizia, e anche se adesso ci mette alla prova con il dolore del distacco ci lascia il ricordo dei giorni passati insieme, delle risate, dei canti, dei momenti di familiarità, del tuo insegnamento che ci hai elargito senza atteggiarti a maestro e diventandolo proprio per questo, con il tuo esempio prima che con le parole.

Grazie per la forza della tua fede, che ha ispirato ogni momento ed ogni scelta della tua vita, e che ha avuto anch’essa la prova più dura quando, in questa stessa chiesa, da questo stesso leggio, tu hai dato l’addio a Sara, e hai saputo dire parole di fiducia, pur nell’angoscia, al “Dio attento ed appassionato” che non dimentica e non lascia solo nessuno dei Suoi figli.

Grazie per la tua lucidità nel disegnare scenari politici e sociali, a cui non ha mai fatto velo l’ambizione personale, quella lucidità che, come ha ricordato ieri un amico, ti permetteva di arrivare prima degli altri a comprendere lo svolgersi degli avvenimenti e a disegnare strategie.

Grazie per la tua erudizione, che non hai capitalizzato per te stesso ma hai messo al servizio di tutti, scrivendo e parlando ma soprattutto ascoltando ed apprendendo in un rapporto sempre fiducioso con le persone e con la loro umanità. Mai , che io sappia, ti sei negato all’incontro, mai hai lasciato andar via a mani vuote chi ti chiedeva uno scritto, una conferenza, un pensiero, anche se questo ti comportava lo stare sveglio fino a notte inoltrata o il sottoporti a viaggi gravosi, da cui tuttavia sapevi sempre trovare il meglio, negli incontri con le persone e con i luoghi. Non è un caso, credo, che quando il male si è manifestato, solo due mesi fa – ma sembra un’eternità- tu fossi impegnato in un incontro che ti avevano chiesto le ACLI milanesi a Ronchi di Massa. Potevi sottrarti, ma l’hai fatto lo stesso perché tu sei così.

Grazie appunto per le ACLI, le tue, le nostre ACLI, quelle che hai saputo rimodellare con l’aiuto di tanti amici, alcuni dei quali ti hanno preceduto nel Regno dei Cieli – Bepi, Pino, Camillo, Vincenzo …- riportandole alla loro dimensione di movimento sociale attento capace di reale progettualità politica come avvenne negli anni difficili della fine della cosiddetta Prima Repubblica, intuendo l’esistenza di un nesso inscindibile fra la questione sociale e quella istituzionale. E in quegli anni veramente, Giovanni, le ACLI ridivennero centrali nel dibattito pubblico.

Grazie per averci aiutato a rimotivare l’impegno sociale dei credenti, riscoprendo e riattualizzando, pur fra la perplessità di molti, quell’idea popolare sturziana che nel suo nocciolo essenziale poteva essere una delle vie per la rigenerazione della politica, e che ti ha permesso di essere fra i primi – in quel lontano Congresso straordinario delle ACLI a Chianciano nel dicembre 1993- ad intuire la possibilità di una positiva convergenza fra le culture politiche democratiche e riformiste nel nostro Paese.

Grazie per averci sempre stimolato a pensare e a cercare: in questi venti anni di esistenza i Circoli Dossetti hanno saputo rapportarsi con il meglio delle cultura riformista italiana ed eri sempre tu a spingerci avanti, a suggerire le strade da seguire, a saper leggere nelle loro anse sinuose il dipanarsi delle idee e la loro capacità di diventare fatti.

Ma grazie, soprattutto grazie per la tua amicizia, per il sostegno e la comprensione che hai sempre avuto per tutti, per il non aver mai coltivato pensieri indegni nemmeno nei confronti di chi ti era avversario e magari ti aveva anche fatto del male. Grazie per essere stato capace di mettere a suo agio ogni persona che si rivolgeva a te.

Grazie anche da parte mia, per avermi dato fiducia, per avermi accolto con semplicità nella tua cerchia familiare insieme a Silvia, la cara compagna della tua vita a te così simile, per avermi incoraggiato ed essermi stato vicino nei momenti difficili per essermi stato padre – sì questa è la parola- padre nel senso spirituale ed avermi aiutato a capire qual fosse la mia strada e come percorrerla.

Ha scritto Harvey Cox, uno degli autori che avevi studiato con attenzione negli anni della tua formazione che “ la speranza cristiana rammenta che l’uomo è destinato a una città. Ma non è una città qualsiasi. Se riflettiamo sulle immagini del vangelo o sui simboli dell’Apocalisse, scopriamo che non si tratta semplicemente di una Città dove le ingiustizie sono abolite e il pianto è cessato. E’ una città dove è in corso una meravigliosa festa di nozze, dove il riso riecheggia, la danza ha appena avuto inizio e il vino deve essere ancora versato.”

In quella città sei arrivato anche tu, e lì ti hanno accolto tutte le persone a te care, Sara per prima, e mentre noi ancora siamo qui a lottare e a sperare in attesa di arrivare a quella città, a quella festa ricordati di noi, aiutaci a portare il nostro fardello quotidiano , prega per noi il Dio della gioia, il Dio fedele.

Metti 3 giorni a Napoli

Paolo Pinzone – Coordinatore GA Varese

 Il primo incontro è partito accomunando il nostro percorso di formazione ad un altro già in essere organizzato dalla sede provinciale sul problema delle carceri facendo riferimento al serpente che si morde la coda riguardo alla delinquenza. Dal fatto che essa è radicata più di quello che noi pensiamo nel loro vivere.

Tra gli ospiti ci sono stata un’esponente dei radicali, dell’assessorato alle politiche giovanili della città di Napoli( che ci ha illustrato le proprie) e una delegata delle Acli Nazionali.

La mattino del secondo giorno siamo stati accompagnati grazie al contributo di Vascitour a fare un giro nei Quartieri Spagnoli mostrandoci alcune piccole particolarità e dimostrandoci che anche in una città cosi mal giudicata ci sono persone che pensano anche ai più bisognosi e in difficoltà (esempio di un parrucchiere che regala tagli di capelli a tutti quelli con una prensione minima il martedì o nel modo di integrazione attuata da un fruttaiolo che utilizza il proprio spazio come luogo di incontro dove scambiarsi ricette, cucinare e far incontrare varie culture.

Il secondo incontro svoltosi nel pomeriggio ha avuto come cardine la mancanza di lavoro derivante da un’istruzione mancante e sulle differenze che ci sono non solo con altre regioni ma anche tra varie scuole all’interno della regione toccando anche il grandissimo problema sulla dispersione scolastica. Si è anche trattato sulle varie possibilità di autoimprenditorialità e su come si possa fare impresa e sulle varie agevolazioni possibili.

L’ultimo giorno è stato presentato un progetto di auto-imprenditorialità di dei ragazzi che sono riusciti a fare impresa di eccellenza grazie a canali non convenzionali e senza entrare nel sistema della criminalità organizzata.

Il sistema è stato possibile grazie alla lungimiranza di un parroco e dei fedeli di una parrocchia che nell’arco di 2 mesi sono riusciti a racimolare la somma di 100’000€ cifra impensabile che verrà restituita nell’arco di qualche anno senza interessi.

I ragazzi prima di svolgere questa attività svolgevano le più disparate professioni e prima di intraprendere la loro attività hanno svolto molteplici corsi formativi.

Dopo un breve riassunto finisce le giornate di incontro su giovani e lavoro.

Sono nato in Italia, cosa devo fare di più?

di Matteo Bracciali – Coordinatore Nazionale Giovani delle ACLI
Le scene di violenza verbale (e quasi fisica) a favore di telecamera andate in scena ieri in Senato sono l’ennesimo capitolo del libro “Perchè le persone non vanno più a votare”.
Un bestseller se consideriamo, oltre i dati dell’astensionismo, l’atteggiamento refrattario che vivono le nostre comunità per la vita pubblica del Paese.
La discussione in Senato della proposta di legge sullo ius soli “temperato” ha dato il destro, in piena campagna elettorale, a chi agita gli spettri della paura rispetto ad una misura di buon senso e umanità.
Per fare un pò di chiarezza: oggi si diventa cittadini per ius sanguinis, ovvero la cittadinanza viene trasmessa ai figli dai genitori. Con questa riforma diventa italiano chi nasce in territorio nazionale da genitori stranieri che vivono e risiedono legalmente da almeno 5 anni in Italia;  chi nasce in Italia o arriva entro il dodicesimo compleanno e ha frequento un ciclo scolastico con promozione; chi arriva dai 12 ai 18 anni risiede per sei anni in Italia e, lo stesso, conclude con successo un ciclo scolastico. Per le vie brevi, questo è il provvedimento.
Senza parlare dell’emergenza demografica che il nostro Paese vive ormai da molti anni e che viene evocata in questo frangente solo per richiamare un concetto culturalmente osceno, quello della sostituzione, per cui ci sarebbe un disegno sovversivo ai danni della razza italica mentre gli stessi che adesso agitano le mani in Parlamento contro questo provvedimento non hanno mai inscenato tragedie greche per inserire nell’ordinamento forme di sostegno alle giovani coppie e agli strumenti di welfare di sostegno alla vita ed ai tempi della famiglia, credo che dobbiamo tenere a fuoco la questione centrale, senza scomodare la filosofia.
Ma se io sono nato in Italia e i miei genitori hanno scelto questo Paese per vivere e tutta la mia vita, interessi, studi sono in Italia da quando sono nato,  non sono italiano?
Può essere solo il sangue la ragione esclusiva di un legame di comunità e solidarietà? A me pare che crei esclusione con costi sociali molto più alti rispetto al milione di ragazzi ai quali già oggi garantiamo giustamente istruzione, salute e socialità.
In attesa della prossima seduta di Senato nella quale speriamo che si litighi su quanti investimenti mettiamo in cantiere per garantire a chi lavora un salario dignitoso e a chi produce di pagare il giusto e non l’esoso.

Il nostro Congresso

Di Teresa Grisolia – Coordinatrice GA Cosenza

Si è tenuto giorno 6 maggio 2017 presso la sede provinciale delle ACLI il 3° congresso dei Giovani delle Acli.

E’ stato eletto il nuovo coordinamento Provinciale con a capo Teresa Grisolia con altri 4 membri del coordinamento Gregorio Crudo, Miriam Falcone, Anna Nicoletta Viola, Aldo Chiappetta. Teresa e Gregorio saranno i due delegati nazionali dove al momento rappresenteranno tutta la Calabria visto che solo a Cosenza esiste un movimento giovanile delle Acli (come dice la nuova Coordinatrice nello scorso mandato siamo stati “sentinelle sociali” continueremo ad esserlo e siamo orgogliosi di rappresentare tutta la Calabria).  

Pone come obbiettivo la discussione del “Divario Generazionale” e fissa dei punti organizzativi che il consiglio e la presidenza provinciale dovranno svolgere nel corso dei prossimi anni. promuove una campagna associativa sulla solidarietà generazionale per dare informazioni, proporre soluzioni, rappresentare le generazioni che sono penallizzate su quattro aspetti fontamentali, quali:

politiche del lavoro: sostegno sull’autoimprendorialità, ed entrata nel mondo del lavoro.    

politiche di welfare: servizi di sostegno familiare, servizi di sostegno per favorire il diritto allo studio e la dispersione scolastica.

Politiche previdenziali: formazione previdenziale disuguaglianza tra nuovi e vecchi pensionati.

Politiche fiscali: sistema fiscale aggevolato per giovani coppie e giovani imprenditori.

Particolare impegno dovrà essere posto nell’integrare attività associative e servizi per stimolare una proposta di solidarietà generazionale su tutti i temi della campagna. Bisognerà proporre attività di sostegno e di intervento a favore dei giovani, mettendo in atto una mobilitazioni di “proposito” attraverso gli strumenti tradizionali e i mass-media. I Giovani delle ACLI nei prossimi anni dovranno impegnarsi nella costruzione di attività che possano coinvolgere il più possibili i giovani del territorio e di tutte le zone limitrofe, un esempio pratico può essere l’Agorà che si svolge ogni anno, in cui viene centrato un tema che viene sviluppato in tre giorni di incontri, convegni e lavori di gruppo.

Ma questo non è solo un obbiettivo del provinciale ma anche del nazionale.

Quest’anno all’evento l’Agorà 2017 si è svolta a Roma dal 27 al 29 gennaio 2017 dove sono presenti tutte le regioni D’Italia, il tema è stato “Il Futuro è già qui”, centrato sulla campagna contro il divario generazionale con i punti citati precedentemente.

i ragazzi del servizio civile delle ACLI di Cosenza hanno partecipato a questa Agorà, Anna ha deciso di scrivere le proprie impressioni. Dove ci racconta che all’inizio non conosceva minimamente cosa fosse l’Agorà e pensava che la prensenza dei ragazzi del servizio civile non fosse inerente, il tema dell’Agorà 2017 è stato il punto centrale che l’ha portata a cambiare idea:

<< noi giovani rappresentiamo la generazione dei cosidetti “sfigati”, siamo il punto di arrivo delle problematiche di anni e anni di politiche errate e distruttive, la cosa più agghiacciante è che la stragrante maggioranza dei giovani e dei nostri genitori non ne è al corrente>>.

Questa riflessione mette a fuoco ciò che i giovani pensano di loro stessi e della società che li circonda. Bisogna che i giovani prendano consapevolezza che questo cambio epocale li porterà verso un futuro totalmente diverso dal passato.

Il vero divario generazione è rappresentato della sfiducia e dal disinteresse da parte dei giovani.

Dopo aver finito il Congresso nel pomeriggio il nuovo coordinamento ha già fatto la sua prima uscita, organizzando #invasionidigitali “Scopri il Centro Storico di Cosenza” facendo conoscere la storia e le bellezze di Cosenza. Ma il merito della gran riuscita dell’evento va a Gianluca Musca e Alessia Belvedere i due volontari del servizio civile il quale hanno curato i minimi dettagli.

Il Ri(s)catto del presente?

La Presidenza nazionale delle ACLI in collaborazione con l’IREF (Istituto di Ricerche Educative e Formative) sta realizzando una ricerca volta a esplorare la condizione giovanile rispetto al tema del lavoro. L’indagine sarà presentata nell’ambito dell’annuale Incontro nazionale di studi che si terrà nel settembre 2017. La ricerca è composta di tre moduli di approfondimento.

Il primo, oltre a una raccolta di dati provenienti da fonti statistiche ufficiali, prevede un’indagine con questionario rivolta a un campione di giovani tra i 18 e i 29 anni. Il campione è composto da tre diversi target:

– I giovani “espatriati”, ossia ragazzi che hanno deciso di andare a vivere e lavorare all’estero da almeno un anno;

– I giovani “nazionali”, ragazzi di origine italiana residenti in Italia,

– I giovani “di seconda generazione”, ovvero i figli degli immigrati.

Per ciascun target saranno realizzate 800 interviste, mediante una piattaforma web (gli intervistati riceveranno un invito a partecipare via e-mail). Gli argomenti sui quali verterà il questionario saranno: la biografia lavorativa, il senso e i significati associati al lavoro e le scelte personali rispetto a famiglia e vita autonoma.

Per partecipare potete contattare Gianfranco Zucca (gianfranco.zucca@acli.it)

Te l’aspettavi?

di Anna Nicoletta Viola – Servizio Civile Cosenza

Inizialmente l’idea di partecipare all’AGORA’ devo ammettere che non mi entusiasmava molto, naturalmente sbagliavo, ma pensavo che noi ragazzi del servizio civile non centravamo nulla con una riunione dei Giovani delle ACLI, sicuramente ciò è stato dovuto ad una poca consapevolezza su cosa fosse realmente l’AGORA’ e su cosa effettivamente, oltre al tema trattato, rappresenta per la grande famiglia ACLI che abbraccia tutta Italia.

Solo ora con stupore posso dire che è stata una bellissima esperienza formativa, che ha permesso un confronto tra tutti i Giovani delle ACLI delle varie regioni.

Il tema trattato di  AGORA’ 2017  è stato il “divario generazionale” un tema che mi sta particolarmente a cuore.

Noi giovani rappresentiamo la generazione dei cosiddetti “sfigati”, siamo il punto di arrivo di tutte le problematiche di anni e anni di politiche errate e distruttive, la cosa più agghiacciante è  che la stragrande maggioranza dei giovani e dei nostri genitori non ne è al corrente.

Nel pomeriggio sono stati formati dei  gruppi di 15-20 persone per far uscire fuori i vari pensieri sull’Argomento trattato nella mattinata, questo è stato il momento che ci ha fatto conoscere e confrontare, da qui è nato il mio interesse nel conoscere le altre realtà e nel coinvolgermi ancor di più  nel gruppo dei Giovani delle ACLI.

Studio economia, e per forza di cose ho studiato la crisi partita dagli USA nel 2008 e che ha coinvolto tutto il mondo, ormai si è compreso che questa crisi non assomiglia a nessuna delle altre già affrontate in passato. Questa infatti non è una crisi ma piuttosto un vero e proprio cambio di paradigma o modello che riguarda tutti i fronti, e non ci rendiamo conto infatti che stiamo vivendo un vero e proprio cambiamento di era, non ci troviamo davanti un’epoca di cambiamenti, ma è un vero e proprio cambiamento d’epoca.

Bisogna che noi giovani prendiamo consapevolezza che questo cambiamento epocale ci porterà ad un futuro che non è assolutamente la proiezione lineare del nostro passato, cosa che è stata così per secoli fino ad ora.

Il vero divario generazionale è rappresentato dal disinteresse e sfiducia da parte di noi giovani. Tutti i paradigmi su cui è stata fondata fin ora la società sono caduti: la scuola, la famiglia, la religione, la politica, lo sport. Tutti questi riferimenti per la mia generazione sono crollati.

La domanda è: cosa sarà giusto o sbagliato domani?

Parlare di queste problematiche con gli adulti ma soprattutto proprio con noi giovani, che sono i diretti interessati, non è semplice, sembra assurdo ma siamo così indifferenti che parlare del nostro futuro risulta noioso.

La cosa  meravigliosa che ho riscontrato durante l’AGORA’ è stata proprio quella di conoscere e rapportarmi finalmente con ragazzi interessati al loro futuro, mi sono trovata in un terreno fertile per analizzare le problematiche ed elaborare le soluzioni, in modo critico e costruttivo, che riguardano il nostro periodo storico. Visto che difficilmente troverò un atro luogo così valido, vivo, operoso e intraprendente, mi piacerebbe tanto trovare un modo per continuare ad avere un contatto ed un dialogo. Il mio sogno infatti sarebbe quello di riorganizzare un incontro dove poter invitare relatori che toccano ancora più da vicino le nostre problematiche e che riescono a coinvolgerci più facilmente, così da poter avere un’importante risposta da noi giovani volontari del Servizio  Civile e Giovani delle ACLI.

 

Il futuro è già qui: campagna contro il divario generazionale

I Giovani delle Acli partono con la campagna contro il Divario Generazionale, segnalando la grande difficoltà per una generazione a realizzarsi. ga-ascoli
Ad Ascoli Piceno sarà possibile partecipare, discutere e riflettere sul tema.
La tavola rotonda si svolgerà sabato 21 gennaio ore 18 presso la sede ACLI di Ascoli Piceno in Via III Ottobre 9, 2° piano – Sala Riunioni.
Si discuterà sulle differenze generazionali dal punto di vista lavorativo e contributivo. Si vuole denunciare le problematiche affrontate dai Giovani di Oggi, problematiche che risultano frutto di determinate scelte passate.
Inoltre si vuole confrontare due facce della stessa medaglia: il Mondo del Lavoro per i Giovani di Oggi e di Ieri.
A moderare l’incontro sarà Giorgia Spurio, coordinatrice provinciale dei Giovani delle Acli di Ascoli Piceno.
Gli ospiti invitati esamineranno tre aree specifiche:
Stefano Girolami del CIOF di Ascoli Piceno, per la sfera delle Politiche del Lavoro, mostrerà le opportunità lavorative del passato e del presente con statistiche e dati riguardanti anche l’estero;
M.Teresa Ferretti, responsabile AST Ascoli Piceno della CISL Marche, ci presenterà le forme del contratto di lavoro stipulate nel corso delle diverse generazioni e inoltre ci chiarirà l’uso discusso dei Voucher, criticato da molti perché rende più precario e deregolamentato il mercato del lavoro;
Fabio Corradini, direttore regionale del Patronato ACLI Marche, per la sfera delle Politiche Previdenziali, ci indicherà le profonde diversità generazionali dal punto di vista contributivo.
L’obiettivo è quello di promuovere una campagna associativa sulla solidarietà generazionale previdenziale.
Ad Ascoli Piceno sarà realizzato un importante tassello per il mosaico che a livello nazionale completerà tale azione solidale.

Il futuro dei giovani. Prospettive di sostenibilità.

di Giuseppe Marrone – Coordinatore GA Foggia

I Giovani delle Acli di Foggia individuano per il 2017 nell’attività denominata Il futuro dei giovani. Prospettive di sostenibilità guardando al futuro un momento di serio confronto sociale, nell’ottica di una pedagogia collettiva, all’insegna del futuro delgiovane che con la maggiore età è chiamato ad un serio raffrontocon l’eredità culturale e intellettuale dell’adulto. La necessaria riflessione tematica sul futuro della generazione scolastica nazionale e locale avvia uno studio analitico sulla tangibilità per il ragazzo o la ragazza del proprio ruolo di erede spirituale del mondo.

Pedagogia sociale che può aversi solo nell’esperienza della vita comune orientata alla costruzione del bene comunitario e nell’associazione libera delle persone, mente e cuore, che sul territorio le Acli della provincia di Foggia compie edificandoprocessi capaci di assorbire le urgenze e le istanze sociali. Il progetto prevede per i mesi di febbraio e marzo workshop con gli studenti delle classi V delle scuole superiori della città di Foggia con orientamento e sostegno alla funzione scolastica.

Educare al futuro è, quindi, rendere consapevole il giovane alla vita nel mondo, alle scelte e alla costruzione di una reinterpretazione critica e personale del senso ultimo del vivere nella relazione con se stesso e con gli altri. La scoperta del valore di essere cittadini del futuro sostenibile eticamente, ecologicamente, affettivamente è il centro del progetto. Un mondo fortemente voluto è quello dove il soggetto morale è importante per il suo valore intrinseco e universale nella bellezza della spontaneità del dono, nell’amicizia e nell’amore per se stessi e per il prossimo in tutte le sue forme.

Costruire il futuro vuol dire costruiamo il futuro.

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