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Giovani delle ACLI


"Le generazioni nuove sono, appunto, come gli uccelli migratori: come le rondini: sentono il tempo, sentono la stagione: quando viene la primavera essi si muovono ordinatamente, sospinti da un invincibile istinto vitale – che indica loro la rotta e i porti!- verso la terra ove la primavera è in fiore!" Giorgio La Pira, 1964

Sono nato in Italia, cosa devo fare di più?

di Matteo Bracciali – Coordinatore Nazionale Giovani delle ACLI
Le scene di violenza verbale (e quasi fisica) a favore di telecamera andate in scena ieri in Senato sono l’ennesimo capitolo del libro “Perchè le persone non vanno più a votare”.
Un bestseller se consideriamo, oltre i dati dell’astensionismo, l’atteggiamento refrattario che vivono le nostre comunità per la vita pubblica del Paese.
La discussione in Senato della proposta di legge sullo ius soli “temperato” ha dato il destro, in piena campagna elettorale, a chi agita gli spettri della paura rispetto ad una misura di buon senso e umanità.
Per fare un pò di chiarezza: oggi si diventa cittadini per ius sanguinis, ovvero la cittadinanza viene trasmessa ai figli dai genitori. Con questa riforma diventa italiano chi nasce in territorio nazionale da genitori stranieri che vivono e risiedono legalmente da almeno 5 anni in Italia;  chi nasce in Italia o arriva entro il dodicesimo compleanno e ha frequento un ciclo scolastico con promozione; chi arriva dai 12 ai 18 anni risiede per sei anni in Italia e, lo stesso, conclude con successo un ciclo scolastico. Per le vie brevi, questo è il provvedimento.
Senza parlare dell’emergenza demografica che il nostro Paese vive ormai da molti anni e che viene evocata in questo frangente solo per richiamare un concetto culturalmente osceno, quello della sostituzione, per cui ci sarebbe un disegno sovversivo ai danni della razza italica mentre gli stessi che adesso agitano le mani in Parlamento contro questo provvedimento non hanno mai inscenato tragedie greche per inserire nell’ordinamento forme di sostegno alle giovani coppie e agli strumenti di welfare di sostegno alla vita ed ai tempi della famiglia, credo che dobbiamo tenere a fuoco la questione centrale, senza scomodare la filosofia.
Ma se io sono nato in Italia e i miei genitori hanno scelto questo Paese per vivere e tutta la mia vita, interessi, studi sono in Italia da quando sono nato,  non sono italiano?
Può essere solo il sangue la ragione esclusiva di un legame di comunità e solidarietà? A me pare che crei esclusione con costi sociali molto più alti rispetto al milione di ragazzi ai quali già oggi garantiamo giustamente istruzione, salute e socialità.
In attesa della prossima seduta di Senato nella quale speriamo che si litighi su quanti investimenti mettiamo in cantiere per garantire a chi lavora un salario dignitoso e a chi produce di pagare il giusto e non l’esoso.

Il nostro Congresso

Di Teresa Grisolia – Coordinatrice GA Cosenza

Si è tenuto giorno 6 maggio 2017 presso la sede provinciale delle ACLI il 3° congresso dei Giovani delle Acli.

E’ stato eletto il nuovo coordinamento Provinciale con a capo Teresa Grisolia con altri 4 membri del coordinamento Gregorio Crudo, Miriam Falcone, Anna Nicoletta Viola, Aldo Chiappetta. Teresa e Gregorio saranno i due delegati nazionali dove al momento rappresenteranno tutta la Calabria visto che solo a Cosenza esiste un movimento giovanile delle Acli (come dice la nuova Coordinatrice nello scorso mandato siamo stati “sentinelle sociali” continueremo ad esserlo e siamo orgogliosi di rappresentare tutta la Calabria).  

Pone come obbiettivo la discussione del “Divario Generazionale” e fissa dei punti organizzativi che il consiglio e la presidenza provinciale dovranno svolgere nel corso dei prossimi anni. promuove una campagna associativa sulla solidarietà generazionale per dare informazioni, proporre soluzioni, rappresentare le generazioni che sono penallizzate su quattro aspetti fontamentali, quali:

politiche del lavoro: sostegno sull’autoimprendorialità, ed entrata nel mondo del lavoro.    

politiche di welfare: servizi di sostegno familiare, servizi di sostegno per favorire il diritto allo studio e la dispersione scolastica.

Politiche previdenziali: formazione previdenziale disuguaglianza tra nuovi e vecchi pensionati.

Politiche fiscali: sistema fiscale aggevolato per giovani coppie e giovani imprenditori.

Particolare impegno dovrà essere posto nell’integrare attività associative e servizi per stimolare una proposta di solidarietà generazionale su tutti i temi della campagna. Bisognerà proporre attività di sostegno e di intervento a favore dei giovani, mettendo in atto una mobilitazioni di “proposito” attraverso gli strumenti tradizionali e i mass-media. I Giovani delle ACLI nei prossimi anni dovranno impegnarsi nella costruzione di attività che possano coinvolgere il più possibili i giovani del territorio e di tutte le zone limitrofe, un esempio pratico può essere l’Agorà che si svolge ogni anno, in cui viene centrato un tema che viene sviluppato in tre giorni di incontri, convegni e lavori di gruppo.

Ma questo non è solo un obbiettivo del provinciale ma anche del nazionale.

Quest’anno all’evento l’Agorà 2017 si è svolta a Roma dal 27 al 29 gennaio 2017 dove sono presenti tutte le regioni D’Italia, il tema è stato “Il Futuro è già qui”, centrato sulla campagna contro il divario generazionale con i punti citati precedentemente.

i ragazzi del servizio civile delle ACLI di Cosenza hanno partecipato a questa Agorà, Anna ha deciso di scrivere le proprie impressioni. Dove ci racconta che all’inizio non conosceva minimamente cosa fosse l’Agorà e pensava che la prensenza dei ragazzi del servizio civile non fosse inerente, il tema dell’Agorà 2017 è stato il punto centrale che l’ha portata a cambiare idea:

<< noi giovani rappresentiamo la generazione dei cosidetti “sfigati”, siamo il punto di arrivo delle problematiche di anni e anni di politiche errate e distruttive, la cosa più agghiacciante è che la stragrante maggioranza dei giovani e dei nostri genitori non ne è al corrente>>.

Questa riflessione mette a fuoco ciò che i giovani pensano di loro stessi e della società che li circonda. Bisogna che i giovani prendano consapevolezza che questo cambio epocale li porterà verso un futuro totalmente diverso dal passato.

Il vero divario generazione è rappresentato della sfiducia e dal disinteresse da parte dei giovani.

Dopo aver finito il Congresso nel pomeriggio il nuovo coordinamento ha già fatto la sua prima uscita, organizzando #invasionidigitali “Scopri il Centro Storico di Cosenza” facendo conoscere la storia e le bellezze di Cosenza. Ma il merito della gran riuscita dell’evento va a Gianluca Musca e Alessia Belvedere i due volontari del servizio civile il quale hanno curato i minimi dettagli.

Il Ri(s)catto del presente?

La Presidenza nazionale delle ACLI in collaborazione con l’IREF (Istituto di Ricerche Educative e Formative) sta realizzando una ricerca volta a esplorare la condizione giovanile rispetto al tema del lavoro. L’indagine sarà presentata nell’ambito dell’annuale Incontro nazionale di studi che si terrà nel settembre 2017. La ricerca è composta di tre moduli di approfondimento.

Il primo, oltre a una raccolta di dati provenienti da fonti statistiche ufficiali, prevede un’indagine con questionario rivolta a un campione di giovani tra i 18 e i 29 anni. Il campione è composto da tre diversi target:

– I giovani “espatriati”, ossia ragazzi che hanno deciso di andare a vivere e lavorare all’estero da almeno un anno;

– I giovani “nazionali”, ragazzi di origine italiana residenti in Italia,

– I giovani “di seconda generazione”, ovvero i figli degli immigrati.

Per ciascun target saranno realizzate 800 interviste, mediante una piattaforma web (gli intervistati riceveranno un invito a partecipare via e-mail). Gli argomenti sui quali verterà il questionario saranno: la biografia lavorativa, il senso e i significati associati al lavoro e le scelte personali rispetto a famiglia e vita autonoma.

Per partecipare potete contattare Gianfranco Zucca (gianfranco.zucca@acli.it)

Te l’aspettavi?

di Anna Nicoletta Viola – Servizio Civile Cosenza

Inizialmente l’idea di partecipare all’AGORA’ devo ammettere che non mi entusiasmava molto, naturalmente sbagliavo, ma pensavo che noi ragazzi del servizio civile non centravamo nulla con una riunione dei Giovani delle ACLI, sicuramente ciò è stato dovuto ad una poca consapevolezza su cosa fosse realmente l’AGORA’ e su cosa effettivamente, oltre al tema trattato, rappresenta per la grande famiglia ACLI che abbraccia tutta Italia.

Solo ora con stupore posso dire che è stata una bellissima esperienza formativa, che ha permesso un confronto tra tutti i Giovani delle ACLI delle varie regioni.

Il tema trattato di  AGORA’ 2017  è stato il “divario generazionale” un tema che mi sta particolarmente a cuore.

Noi giovani rappresentiamo la generazione dei cosiddetti “sfigati”, siamo il punto di arrivo di tutte le problematiche di anni e anni di politiche errate e distruttive, la cosa più agghiacciante è  che la stragrande maggioranza dei giovani e dei nostri genitori non ne è al corrente.

Nel pomeriggio sono stati formati dei  gruppi di 15-20 persone per far uscire fuori i vari pensieri sull’Argomento trattato nella mattinata, questo è stato il momento che ci ha fatto conoscere e confrontare, da qui è nato il mio interesse nel conoscere le altre realtà e nel coinvolgermi ancor di più  nel gruppo dei Giovani delle ACLI.

Studio economia, e per forza di cose ho studiato la crisi partita dagli USA nel 2008 e che ha coinvolto tutto il mondo, ormai si è compreso che questa crisi non assomiglia a nessuna delle altre già affrontate in passato. Questa infatti non è una crisi ma piuttosto un vero e proprio cambio di paradigma o modello che riguarda tutti i fronti, e non ci rendiamo conto infatti che stiamo vivendo un vero e proprio cambiamento di era, non ci troviamo davanti un’epoca di cambiamenti, ma è un vero e proprio cambiamento d’epoca.

Bisogna che noi giovani prendiamo consapevolezza che questo cambiamento epocale ci porterà ad un futuro che non è assolutamente la proiezione lineare del nostro passato, cosa che è stata così per secoli fino ad ora.

Il vero divario generazionale è rappresentato dal disinteresse e sfiducia da parte di noi giovani. Tutti i paradigmi su cui è stata fondata fin ora la società sono caduti: la scuola, la famiglia, la religione, la politica, lo sport. Tutti questi riferimenti per la mia generazione sono crollati.

La domanda è: cosa sarà giusto o sbagliato domani?

Parlare di queste problematiche con gli adulti ma soprattutto proprio con noi giovani, che sono i diretti interessati, non è semplice, sembra assurdo ma siamo così indifferenti che parlare del nostro futuro risulta noioso.

La cosa  meravigliosa che ho riscontrato durante l’AGORA’ è stata proprio quella di conoscere e rapportarmi finalmente con ragazzi interessati al loro futuro, mi sono trovata in un terreno fertile per analizzare le problematiche ed elaborare le soluzioni, in modo critico e costruttivo, che riguardano il nostro periodo storico. Visto che difficilmente troverò un atro luogo così valido, vivo, operoso e intraprendente, mi piacerebbe tanto trovare un modo per continuare ad avere un contatto ed un dialogo. Il mio sogno infatti sarebbe quello di riorganizzare un incontro dove poter invitare relatori che toccano ancora più da vicino le nostre problematiche e che riescono a coinvolgerci più facilmente, così da poter avere un’importante risposta da noi giovani volontari del Servizio  Civile e Giovani delle ACLI.

 

Il futuro è già qui: campagna contro il divario generazionale

I Giovani delle Acli partono con la campagna contro il Divario Generazionale, segnalando la grande difficoltà per una generazione a realizzarsi. ga-ascoli
Ad Ascoli Piceno sarà possibile partecipare, discutere e riflettere sul tema.
La tavola rotonda si svolgerà sabato 21 gennaio ore 18 presso la sede ACLI di Ascoli Piceno in Via III Ottobre 9, 2° piano – Sala Riunioni.
Si discuterà sulle differenze generazionali dal punto di vista lavorativo e contributivo. Si vuole denunciare le problematiche affrontate dai Giovani di Oggi, problematiche che risultano frutto di determinate scelte passate.
Inoltre si vuole confrontare due facce della stessa medaglia: il Mondo del Lavoro per i Giovani di Oggi e di Ieri.
A moderare l’incontro sarà Giorgia Spurio, coordinatrice provinciale dei Giovani delle Acli di Ascoli Piceno.
Gli ospiti invitati esamineranno tre aree specifiche:
Stefano Girolami del CIOF di Ascoli Piceno, per la sfera delle Politiche del Lavoro, mostrerà le opportunità lavorative del passato e del presente con statistiche e dati riguardanti anche l’estero;
M.Teresa Ferretti, responsabile AST Ascoli Piceno della CISL Marche, ci presenterà le forme del contratto di lavoro stipulate nel corso delle diverse generazioni e inoltre ci chiarirà l’uso discusso dei Voucher, criticato da molti perché rende più precario e deregolamentato il mercato del lavoro;
Fabio Corradini, direttore regionale del Patronato ACLI Marche, per la sfera delle Politiche Previdenziali, ci indicherà le profonde diversità generazionali dal punto di vista contributivo.
L’obiettivo è quello di promuovere una campagna associativa sulla solidarietà generazionale previdenziale.
Ad Ascoli Piceno sarà realizzato un importante tassello per il mosaico che a livello nazionale completerà tale azione solidale.

Il futuro dei giovani. Prospettive di sostenibilità.

di Giuseppe Marrone – Coordinatore GA Foggia

I Giovani delle Acli di Foggia individuano per il 2017 nell’attività denominata Il futuro dei giovani. Prospettive di sostenibilità guardando al futuro un momento di serio confronto sociale, nell’ottica di una pedagogia collettiva, all’insegna del futuro delgiovane che con la maggiore età è chiamato ad un serio raffrontocon l’eredità culturale e intellettuale dell’adulto. La necessaria riflessione tematica sul futuro della generazione scolastica nazionale e locale avvia uno studio analitico sulla tangibilità per il ragazzo o la ragazza del proprio ruolo di erede spirituale del mondo.

Pedagogia sociale che può aversi solo nell’esperienza della vita comune orientata alla costruzione del bene comunitario e nell’associazione libera delle persone, mente e cuore, che sul territorio le Acli della provincia di Foggia compie edificandoprocessi capaci di assorbire le urgenze e le istanze sociali. Il progetto prevede per i mesi di febbraio e marzo workshop con gli studenti delle classi V delle scuole superiori della città di Foggia con orientamento e sostegno alla funzione scolastica.

Educare al futuro è, quindi, rendere consapevole il giovane alla vita nel mondo, alle scelte e alla costruzione di una reinterpretazione critica e personale del senso ultimo del vivere nella relazione con se stesso e con gli altri. La scoperta del valore di essere cittadini del futuro sostenibile eticamente, ecologicamente, affettivamente è il centro del progetto. Un mondo fortemente voluto è quello dove il soggetto morale è importante per il suo valore intrinseco e universale nella bellezza della spontaneità del dono, nell’amicizia e nell’amore per se stessi e per il prossimo in tutte le sue forme.

Costruire il futuro vuol dire costruiamo il futuro.

VERSO IL REFERENDUM: ISTRUZIONI PER L’USO

evento-macerataUna sala gremita di giovani under trenta: obiettivo raggiunto per gli organizzatori dell’incontro pubblico Verso il referendum: istruzioni per l’uso realizzato lo scorso mercoledì 9 novembre presso l’Hotel Claudiani di Macerata da I Giovani delle Acli di Macerata in collaborazione con le Acli Provinciali di Macerata.  

Una grande partecipazione di ragazzi che ha piacevolmente sorpreso lo stesso coordinatore nazionale dei GA, Matteo Bracciali: “Devo ringraziare per questa sala, per la prima volta da quando modero iniziative in giro per l’Italia, composta interamente da under 35, frutto del superamento di un pregiudizio che ci siamo raccontati in questi anni, ovvero che i giovani non sono interessati quando invece, la sala di questa sera ci dimostra proprio il contrario: se i giovani vengono coinvolti e ben stimolati, sono assolutamente interessati!”

Ad introdurre il dibattito la coordinatrice dei GA Macerata, Federica Pirro che ha sottolineato come: “La decisione di confermare la serata in questo momento in cui, anche il territorio marchigiano e le sue comunità sono state profondamente segnate dall’evento sismico, è sembrato doveroso ed importante per lanciare un segnale di speranza creando un’occasione per stare insieme, un momento per confrontarsi su una tematica attuale, visto che imminente è anche la scadenza referendaria.”

Infatti, in vista del referendum di dicembre, per promuovere una partecipazione consapevole alla vita politica del Paese, le Acli hanno scelto di intraprendere un percorso che ha coinvolto tutta la rete associativa e che ha consentito la maturazione di un pensiero diffusamente condiviso. Così nelle province sono stati promossi incontri di approfondimento sulla Costituzione che continueranno per tutta la campagna referendaria, perché siamo convinti che gli italiani vogliano sapere, essere coinvolti, partecipare e maturare scelte consapevoli rispetto al nuovo quadro istituzionale che tanto potrebbe incidere nelle vite quotidiane di tutti noi, come ribadito in apertura anche dalla  Presidente delle Acli Provinciali Roberta Scoppa.

Ad approfondire pregi e difetti della riforma costituzionale sono intervenuti il prof Giovanni Di Cosimo ed il prof Erik Longo, entrambi costituzionalisti dell’Università di Macerata. Il rapporto centro/periferia, la legge elettorale, il bicameralismo, il senato, l’abolizione del cnel,  sono solo alcune delle tematiche affrontate dai due relatori al di fuori di qualsiasi logica politica o partitica.

 Pur nella complessità della tematica affrontata, l’evento è stato una piacevole occasione di incontro e riflessionevento-macerata2e, a conferma del fatto che l’imminente scadenza referendaria rappresenta per le Acli una preziosa occasione per riscoprire l’azione politica dell’associazione e l’originaria funzione formativa di movimento di pedagogia sociale e popolare che sin dalle origini ne ha caratterizzato la profonda identità.

 

“Noi giovani lavoratori sappiamo quanto serva modernizzare il Paese”

A seguire il pezzo apparso su L’Unita’ del Coordinatore Nazionale Matteo Bracciali.
“Il Referendum del 4 Dicembre si avvicina ed iniziano, come di consueto di fronte ad uno snodo elettorale cruciale, numerose interpretazioni della composizione socio-culturale degli elettorati: si cerca di definire i diversi profili dei sostenitori del Sì e del No e, sport nazionale tra gli addetti ai lavori, partono le analisi più superficiali e a tratti macchiettistiche riguardano il mondo giovanile.
I “ragazzi” nati dopo il 1980 vengono dipinti come disinteressati e scarsamente impegnati , dormienti di fronte alla realtà. Mentre esiste, ve lo vogliamo dire, una realtà più complessa ed in movimento, una Generazione Sì che ha deciso di raccogliere la sfida di modernizzazione del paese con coraggio, consapevolezza e sfidando con forza il conformismo dell’anticonformismo che a volte affligge la nostra generazione.
Da anni i dati ci raccontano di un aumento costante e sensibile dell’impegno civico dei giovani e dei giovanissimi. Di pari passo con una minor presenza, o meglio una minor fiducia, nella politica organizzata, sempre più ragazzi scelgono di dedicare il proprio tempo e le proprie energieall’associazionismo di ogni genere: sul fronte dei diritti civili, della difesa dei più poveri e per la promozione delle opportunità europee raccogliendo le esperienze di imprenditori, artigiani, giovani coltivatori e lavoratori.
Questa eterogeneità di esperienze e panorami sociali e culturali consente di far vedere ad occhi meno superficiali di quelli che spesso la leggono, la varietà del mondo giovanile, la sua incomprimibile carica di cuorisità e la capacità di farsi carico dei problemi degli altri, in pratica una dimensione collettiva dove essere protagonisti.
Un giovane artigiano o un giovane coltivatore impegnati nella rappresentanza del proprio settore hanno piena consapevolezza di quali lentezze possano affliggere la legislazione del nostro paese. Un ragazzo impegnato nel terzo settore comprende perfettamente come una sfida di modernizzazione del sistema possa impattare sul suo quotidiano e di coloro che deve tutelare in maniera rilevante e immediata. Un giovane volontario che si mette al servizio della propria comunità e spesso dei più deboli e poveri ha ben chiaro quanto sia necessaria la sobrietà delle istituzioni perché queste siano convincenti e credibili, motivo per il quale è’ necessario contenere i costi della politica e fissare limiti retributivi di buon senso.
E’ proprio per questo motivo che moltissimi giovani hanno deciso di sostenere con convinzione la Riforma Costituzionale. Lo hanno fatto e si rendono protagonisti in prima persona nel sostegno delle ragioni del Sì perché colgono l’importanza dell’appuntamento del 4 dicembre. 
Questi giovani hanno consapevolezza che un paese più giusto passa da un sistema che faccia i conti con la rapidità degli accadimenti della contemporaneità, che un paese più efficiente si costruisce con gli strumenti di decisione e di legislazione che devono essere aggiornati e rispondenti ai bisogni dell’oggi, ma sanno soprattutto che oggi si gioca la partita che deciderà quale paese abiteranno nei prossimi vent’anni. Si gioca una sfida culturalmente inconciliabile tra coraggio e timore, tra opportunità e conservazione e che per essere artefici del nostro domani dobbiamo essere protagonisti dell’oggi.
In molti si sono già esposti in favore del Sì al referendum del 4 Dicembre: Confindustria Giovani nella propria assemblea nazionale a Capri ne ha sottolineato l’importanza più volte, lo stesso ha fatto in ottica di investimento sul domani Coldiretti anche nella sua componente giovanile. In altri mondo del cattolicesimo impegnato nel sociale come i Giovani delle Acli fino allo scoutismo molte voci si alzano a sostegno del Sì, così come tra i giovani artigiani di CNA next o nel volontariato da CRI alle misericordie, da Amnesty a Libera.
Con chi si è convinto dell’importanza di giocare questa sfida con coraggio e a viso aperto, abbiamo dato vita ad una rete generazionale che si chiama Generazione Sì che raccoglie l’impegno nella promozione e nella spiegazione nel merito della Riforma e che è lo strumento per poter parlare ai nostri coetanei convincendoli del miglioramento che questa porta. Il mondo giovanile nella sua trasversalità, nella varietà di esperienze e contesti, sarà uno dei campi più importanti dove si giocherà la partita tra cambiamento e status quo e noi giovani volontari, artigiani, imprenditori, coltivatori diretti, Sì, saremo in prima linea.”

Giovani ma poveri: l’ipotesi di un welfare per la crescita

Riportiamo l’articolo del Presidente Nazionale delle Acli Roberto Rossini. 

“La legge di bilancio sembra ridare centralità a una categoria di italiani che non invecchia più. E, per certi aspetti – anche di giustizia sociale – va anche bene.Eppure, rimane in credito nella creazione di una strategia per permettere ai più giovani di invecchiare serenamente. Il messaggio dovrebbe essere: “Giovani state sereni”. In realtà, si allarga il fossato tra le due classiche polarità demografiche, i giovani e gli anziani, che danno luogo al sempiterno conflitto generazionale. In quello combattuto qualche decennio fa vinsero i giovani. In quello attuale sembrano non perdere ancora quegli stessi giovani. I giovani di quel tempo costruirono una democrazia che offriva a tutti reali possibilità di una sostanziale uguaglianza.
Oggi, quella stessa democrazia offre ancora moltissime possibilità, ma… un po’ meno realtà. Occorre ristabilire equità tra le due categorie. I dati sono sotto gli occhi di tutti. Questa settimana tocca alla Caritas ribadire quanto già aveva accennato l’Istat a luglio, ovvero che la tendenza alla povertà è inversamente proporzionale all’età: ora sono i minori e i giovani il problema (e non l’opportunità…); sono ancora le famiglie con più figli ad avere difficoltà economiche. Sono ancora i giovani, anche quando lavorano, a non arrivare a fine mese e a trovare stabilità lavorativa.
La crisi ha penalizzato soprattutto loro, si pensi ai working poor prima e ai Neet adesso. Si pensi anche ai modelli previdenziali disponibili, che offrono qualche garanzia ai più anziani e solo qualche promessa ai più giovani. Se prendessimo in prestito le note categorie di Hirschman per immaginare le possibili controstrategie, allora ne troveremmo tre.
La prima è l’adattamento, si raccatta quel che (lavorativamente e previdenzialmente) c’è, lo Stato offre qualche bonus qua e là e poi cerca di appoggiarsi alla famiglia di origine, titolare di un welfare casalingo, in qualche caso perfino dotato (nei casi più fortunati) di qualche relazione sociale che permette un reale servizio di collocamento professionale. L’adattamento in genere funziona e garantisce a questo grande Paese di andare avanti, magari senza una grande spinta, ma con media soddisfazione della più parte dei soggetti.
La seconda è l’uscita, ed eccoci dunque alla fuga dei cervelli e alla corsa all’estero, dove si gioca con qualche possibilità di più, sia nei lavori più low profile sia per la capacità di valorizzare il merito senza dover attendere una trentina d’anni per il suo (eventuale) riconoscimento. L’uscita consente ad altri Paesi di godere di quanto investito dal nostro in termini di istruzione, sanità, assistenza e altro.
Ci sarebbe infine anche una terza ipotesi, quella più rivoluzionaria, ovvero un movimento sociale di giovani che pone la questione giovanile come questione politica. Ma al momento questa strada non pare realizzabile, sembra più… ripiegata. A meno di sorprese già nel brevissimo periodo.
In realtà la via maestra sarebbe la creazione di in un “welfare per la crescita”, che metta a proprio agio chi inizia oggi a costruirsi una carriera professionale e previdenziale. Ma, appunto, le risorse non sembrano andare in quella direzione. Forse è nello spirito di questi nostri tempi, il desiderio di una giovinezza infinita.
Forever young. Il problema è che amare la giovinezza – a volte – non significa amare i giovani. L’equità generazionale, e la giusta integrazione che deriva dal rapporto tra più giovani e più anziani, è una relazione che va ricostruita.”

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